PRESENTE INDICATIVO: perché è difficile e come fare per non dimenticarlo!

Memorizzare le tre coniugazioni è il vostro peggiore incubo? Non avete ancora capito come usare il presente indicativo? Cari studenti, allora questo è l’articolo che fa per voi!

Il presente indicativo è il primo tempo verbale che incontriamo quando studiamo la lingua italiana. Eppure, impararlo correttamente è una sfida per molti studenti. Perché?

I motivi variano da studente a studente, ma ricordiamoci, ad esempio, che se la nostra lingua madre non prevede la coniugazione dei verbi, il nostro cervello 🧠 non è abituato a compiere questa operazione.
Se trovate la coniugazione complicata, non siete incapaci! Semplicemente, dovete ancora trovare il giusto metodo per memorizzarla e renderla automatica.

Secondo me, la prima cosa da fare è capire quando si usa il presente indicativo. Poi possiamo concentrarci sulla sua morfologia (cioè la sua forma), e infine possiamo provare a sviluppare delle tecniche di memorizzazione.

Pronti? Cominciamo!

Uso del presente indicativo

I verbi italiani si classificano in tempi e modi. Nel nostro caso, stiamo parlando del tempopresente” e del modoindicativo“. Il tempo presente descrive azioni che si svolgono nel momento in cui parliamo. Il modo indicativo invece è quello che descrive fatti reali.
Di conseguenza possiamo dire che il presente indicativo si usa in 3 casi:

  1. Quando descriviamo azioni che si svolgono nello stesso momento in cui parliamo.

    Ad esempio

    [Io] mangio una mela;
    [Tu] vai dal dottore;
    [Lei] guarda la TV.
  2. Quando descriviamo azioni abituali. In questo caso, utilizziamo spesso gli avverbi di frequenza o altre espressioni di tempo (sempre, spesso, non…mai, qualche volta, di solito, la domenica, il weekend, la mattina, ecc.).

    Ad esempio

    [Lui] fa sempre sport;
    [Noi] balliamo spesso in discoteca;
    [Loro] vedono i genitori la domenica.
  3. Quando descriviamo azioni o fatti sempre validi, come ad esempio verità scientifiche, ma anche proverbi.

    Ad esempio

    La Terra gira intorno al Sole;
    Un essere umano vive circa 80 anni;
    Chi dorme non piglia pesci (= se non fai niente, non ottieni niente).

Attenzione! Esistono altri 2 usi molto importanti del presente indicativo: il presente storico e il presente pro futuro. Ma che c’entrano la storia e il futuro con il presente indicativo? Non avevamo detto che questo tempo si usa per parlare di azioni contemporanee al momento in cui si parla?

Ebbene, ogni lingua ha le sue magie e i suoi misteri, ed effettivamente sì, in italiano possiamo usare il presente per parlare del passato e del futuro… in alcuni casi. Vediamoli!

  1. Presente storico: si usa per descrivere azioni passate dando un senso di maggiore immediatezza. Si incontra spesso nella telecronaca sportiva, nel linguaggio colloquiale e quando parliamo di fatti storici al posto del passato remoto.

    Ad esempio

    Carica il destro, è tiro, è gol, è gol, è gol, il Capitano! (immaginate un cronista che dice: “Ha caricato il destro, ha tirato, ha fatto gol!”. La cronaca sarebbe poco avvincente e soprattutto, troppo lenta);

    Eravamo al cinema, e a un certo punto lui mi prende la mano e mi bacia! (linguaggio colloquiale, in cui addirittura mischiamo i tempi verbali);

    Dopo anni di esilio, Napoleone muore a Sant’Elena il 5 maggio 1821 (in questo caso, il presente storico sostituisce il passato remoto “morì“).
  2. Presente pro futuro: nell’italiano contemporaneo il presente indicativo viene usato molto spesso per parlare di azioni future. È necessario aggiungere un’espressione di tempo per non creare confusione

    Domani incontriamo alcuni amici;
    L’anno prossimo ci sono le elezioni;
    L’aereo parte alle 14:40.

Soprattutto nel caso del presente pro futuro, il mio invito è quello di usarlo tanto tanto tanto!

Morfologia del presente indicativo (verbi regolari)

I verbi regolari in italiano hanno una morfologia (una forma) ben precisa. Non è necessario imparare a memoria TUTTI i verbi. È necessario solo imparare le 3 coniugazioni e le loro desinenze. Di seguito, trovate degli schemi delle coniugazioni.

1ª coniugazione (verbi in -ARE)
2ª coniugazione (verbi in -ERE)
3ª coniugazione (verbi in -IRE)

Tecniche di memorizzazione

Sappiamo quando si usa il presente indicativo e conosciamo la regola. Ma come facciamo a impararlo?
Come ho detto prima, la coniugazione non è un’operazione semplice. In pochissimo tempo infatti, il nostro cervello deve identificare la radice del verbo, ricordare la desinenza della persona, e attaccare la radice a quella desinenza. Senza un metodo efficace, imparare a coniugare i verbi può quindi diventare un vero e proprio incubo.

Per questo motivo, voglio darvi alcuni semplici consigli per rendere la coniugazione automatica!

  • Accettate con serenità il fatto che imparare i verbi è faticoso

    Imparare le coniugazioni verbali è come andare in palestra: se vuoi dei risultati, devi stancarti. La voglia di abbandonare tutto arriva tante volte, ma solo con l’esercizio si ottengono dei risultati;

  • Concentratevi sull’oralità

    Recuperate un coniugatore online (come questo https://www.coniugazione.it) o la tavola dei verbi del vostro libro di italiano, leggete il verbo e poi coniugatelo a voce alta senza guardare il vostro punto di riferimento scritto. La ripetizione ad alta voce è importante perché vi permette di sviluppare una “memoria sonora” della coniugazione. Ripetete il più possibile, concentrandovi prima sui verbi che avete studiato, e poi su quelli che vi incuriosiscono di più. Ripetete fino a quando la coniugazione non sarà automatica;

  • Scrivete le coniugazioni su un foglio di carta

    Se la coniugazione non è ancora automatica, supportate la vostra “memoria sonora” con la scrittura. Scrivere il verbo in colonna e guardare con attenzione le lettere mentre scrivete, vi aiuterà a sviluppare anche una memoria fotografica della coniugazione. Personalmente, quando studiavo il francese, evitavo di usare colori diversi per le desinenze, perché cambiare colore mi deconcentrava. Il nostro obiettivo finale infatti non è memorizzare le desinenze, ma memorizzare il suono dell’intero verbo, che ci permetterà di rendere la coniugazione automatica mentre parliamo. Tuttavia, ognuno di noi è diverso. Fate quindi tutto ciò che vi sembra più utile per aiutare la vostra memoria visiva;

  • Stabilite il giusto equilibrio tra accuratezza e fluenza

    Quando parlate in italiano (inclusa la vostra insegnante), cercate di trovare la giusta via di mezzo tra il coniugare correttamente il verbo e il comunicare. Sbagliare di tanto in tanto le coniugazioni non è un problema, e non vi fa apparire stupidi o ignoranti. Sono certa che, anche nella vostra lingua, preferiate che una persona straniera faccia qualche errore piuttosto che prendersi una pausa di 2 minuti per ogni nuovo verbo! Ecco, anche noi italiani preferiamo la comunicazione 😉.

Spero che questo articolo sia stato utile per capire quando si usa e come si forma il presente indicativo, ma anche a darvi qualche consiglio per imparare a coniugare i verbi in maniera più semplice. Ovviamente infatti potete usare questi consigli non solo per il presente indicativo ma anche per tutti gli altri tempi verbali della lingua italiana.

Datemi un vostro riscontro nei commenti. Avete difficoltà con la coniugazione? Quali tempi è più difficile coniugare?

Vi ricordo infine che possiamo fare lezioni di italiano insieme! Vi basterà semplicemente contattarmi qui!

2 pensieri riguardo “PRESENTE INDICATIVO: perché è difficile e come fare per non dimenticarlo!

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