Parlare delle fasi della vita

In italiano ci sono molte parole, espressioni e modi di dire per descrivere le fasi della vita di un essere umano. Leggete questo articolo per scoprirle insieme a me!

In italiano abbiamo delle parole precise (e altre meno precise) per descrivere le fasi della vita di una persona. Ovviamente queste parole sono strettamente connesse all’età della persona di cui stiamo parlando, e cioè ai suoi anni.

Innanzitutto parliamo di neonato o bebè. Si tratta di un bambino appena nato o di un mese al massimo. I bambini che nascono prima dello scadere dei 9 mesi, si chiamano bambini prematuri. Esiste anche un’altra parola, meno comune, che indica il neonato, ossia il “lattante“, che fa riferimento al fatto che il bambino in questione si nutre ancora di solo latte. In italiano ci sono diverse espressioni collegate ai neonati:

  • essere un bimbo in fasce = essere neonato. Fa riferimento alla copertina in cui si avvolge il neonato;
  • avere la pelle delicata come il culetto di un bambino = è un’espressione colloquiale, ma non volgare. Possiamo usarla con gli amici e la famiglia in maniera affettuosa;
  • essere un poppante = poppante è sinonimo di lattante, ma si usa in maniera dispregiativa per indicare che una persona è immatura.

Avrete notato che poco fa ho usato come alternativa a “neonato” la parola “bambino”. E in effetti la parola bambino/a è una parola dal significato generico che si usa in italiano per indicare una persona che non è ancora adolescente. In senso stretto, i bambini hanno tra gli 1 e i 10 anni di età, ma possiamo chiamare bambino anche un neonato. Una persona che sta per avere un figlio infatti aspetta un bambino, e non un neonato. Tendenzialmente però consideriamo bambini i piccoli e le piccole a partire dal momento in cui gattonano, ossia da quando camminano “a quattro zampe” (come i piccoli degli animali).
Possiamo anche usare la parola bimbo/a, che ha una connotazione più affettuosa.
Inoltre, la parola bambino può assumere un significato molto negativo se riferita ad un adulto, perché indica immaturità. Una frase tipica è: “Smettila di comportarti come un bambino!“.

La fase della vita che descrive quando siamo bambini è l’infanzia.

Un’altra parola dal significato molto generico è la parola ragazzo/a. Un ragazzo è una persona giovane. A partire dalla fase adolescenziale infatti si può considerare una persona come un ragazzo o una ragazza. Ma questa definizione dipende molto dalla nostra percezione personale. Possiamo dire che una persona di 11 anni è una ragazzina, possiamo dire che una persona di 14 anni è un ragazzo. Ma io che ho 29 anni mi considero ancora una ragazza o una giovane donna. E ci sono persone che si considerano “ragazzi” anche a 40 anni!
Sicuramente però, come nel caso di “bambino”, “ragazzino/a” può assumere un significato molto negativo se riferito ad un adulto perché indica che questa persona ha una immaturità adolescenziale. Se dico che: “Marco è davvero un ragazzino“, sto dicendo che si comporta come un adolescente.

Abbiamo poi il preadolescente e l’adolescente. Possiamo anche usare la parola inglese teenager, ma è meno usata. C’è un’espressione molto carina che si usa sempre in riferimento a questa particolare fascia d’età, e cioè “non è né carne né pesce“, proprio perché gli adolescenti non sono né bambini né adulti.
Consideriamo come preadolescenti le persone che ragionano come bambini, ma in cui si iniziano a vedere alcuni cambiamenti fisici tipici della pubertà (tra i 10 e i 12 anni). Gli adolescenti invece vanno dai 13 ai 18-19 anni.
Importante! Quando una persona compie 18 anni, in Italia, diventa maggiorenne: può guidare la macchina, votare, essere giudicato in tribunale come un adulto. Una persona sotto i 18 anni invece è minorenne.

Questa fase della vita si chiama adolescenza.

Arriviamo adesso all’età adulta. Possiamo parlare di giovani adulti (o addirittura post-adolescenti!) quando abbiamo tra i 20 e i 25 anni e di adulti veri e propri. I bambini chiamano gli adulti “i grandi“.
Soprattutto in riferimento ai giovani adulti, c’è un’espressione molto diffusa, che è “essere nel fiore degli anni“. Siamo adulti e maturi, ma contemporaneamente conserviamo quella freschezza e quella spensieratezza che è tipica di una persona giovane.
Una persona di mezza età è invece una persona di circa 50 anni. Ci sono persone che vivono questo periodo come una vera e propria rinascita: i figli sono adulti e indipendenti, quindi si ha maggiore libertà. Altre persone invece vivono una vera e propria crisi di mezza età, perché soffrono all’idea di invecchiare.

Poi ci sono gli anziani. In senso stretto, una persona anziana ha dai 60 anni in su, ma anche qui dipende dalla nostra percezione e soprattutto dalla percezione della persona coinvolta! Sicuramente bisogna ricordare che è meglio usare l’aggettivo “anziano” piuttosto che “vecchio” per riferirsi a una persona molto grande. Per le persone particolarmente grandi, possiamo usare in maniera più affettuosa il nome “vecchietto/a“, ma meglio stare attenti.
Inoltre, la definizione di anziano varia da paese a paese. L’Italia ad esempio è un paese demograficamente anziano: c’è un altissimo numero di persone sopra i 50 anni, quindi non è raro dire che una persona di 65 anni è giovane.
Tra gli anziani ci sono due gruppi particolari di persone, ossia i centenari e gli ultracentenari, e cioè le persone che rispettivamente raggiungono o superano i 100 anni di età.

Questo periodo della vita si chiama “vecchiaia“.

Vediamo adesso poche regole che riguardano le età vere e proprie. Queste regole prevedono l’uso di alcuni suffissi e di alcuni verbi.

  • a partire dagli 11 anni, possiamo eliminare l’ultima lettera del numero e aggiungere il suffisso -enne per formare un sostantivo che indica una persona di quell’età. Ad esempio

    undici > undic-enne > un(‘) undicenne
    venti > vent-enne > un(a) ventenne
    quarantotto > quarantott-enne > un(a) quarantottenne
  • se a venti, trenta, quaranta, cinquanta, sessanta, settanta, ottanta, e novanta togliamo l’ultima lettera e aggiungiamo il suffisso -ina, otteniamo un sostantivo che ci permette di approssimare l’età di una persona. Questo sostantivo si usa con “essere su“. Ad esempio:

    essere sulla trentina (avere circa trent’anni)
    essere sull’ottantina (avere circa ottant’anni)
  • l’espressione “andare per + articolo determinativo + numero” indica che una persona compirà presto gli anni. Ad esempio:

    Luisa va per i diciotto (adesso Luisa ha 17 anni, farà presto 18 anni)
    Hisham va per i cinquanta (Hisham ha 49 anni, presto farà 50 anni)

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