Buona festa della Repubblica, e speriamo che migliori!

In questo articolo scopriamo insieme come siamo arrivati a festeggiare 75 anni di Repubblica italiana e tre cose che si potrebbero ancora migliorare!

Qualche giorno fa, mi sono resa conto che si avvicinava il 2 giugno, e con questo il 75° anniversario della nascita della Repubblica. Mi sono chiesta: devo raccontare ai miei studenti e alle mie studentesse che cos’è questa festa o no? Infatti, io non sono una persona che ama fare grandi celebrazioni delle feste nazionali.

Per questo motivo ho scelto di scrivere un articolo che sia una via di mezzo. Da una parte vi descriverò che cos’è la Festa della Repubblica, qual è la sua storia, come e perché si festeggia. Dall’altra però vi racconterò tre cose che secondo me devono assolutamente migliorare in Italia se la nostra Repubblica vuole essere davvero una “cosa pubblica”, ossia di tutti e per tutti.

Com’è nata la festa della Repubblica?

La festa della Repubblica è stata festeggiata per la prima volta nel 1947. È una festa nazionale che celebra la nascita della Repubblica italiana. Infatti, il 2 e il 3 giugno 1946, in Italia c’è stato un referendum che chiedeva al popolo di scegliere tra la monarchia e la repubblica. Ricordiamo alcune cose importanti: innanzitutto, questo è stato il primo referendum italiano a suffragio universale. Significa che tutti, uomini e donne erano chiamati a votare. E poi che questo referendum rappresentava una scelta fondamentale per il popolo italiano. Fino ad allora infatti, in Italia c’era stato un re, della dinastia dei Savoia. E questa dinastia aveva sostenuto il regime fascista di Benito Mussolini, caduto alla fine della Seconda Guerra Mondiale. Scegliere la repubblica quindi poteva essere un cambiamento fondamentale per la vita di molte persone.

Sta di fatto che gli italiani hanno scelto di abolire la monarchia e di dare al paese la forma statale della repubblica. I Savoia sono stati esiliati, e non sono più potuti rientrare in Italia fino al 2003. Era nata la Repubblica italiana!

Una fotografia icona della festa della Repubblica: ritrae Anna Iberti ed è stata scattata da Federico Patellani.

Come si festeggia la festa della Repubblica?

Ogni 2 giugno quindi in Italia si celebra la festa della Repubblica. Il Presidente della Repubblica lasca una corona di alloro all’Altare della Patria, dove si trova il milite ignoto, e cioè un soldato sconosciuto che rappresenta tutti i soldati morti per la patria. Dopo di che le celebrazioni si svolgono in maniera molto simile a quello che succede in Francia il 14 luglio o negli Stati Uniti il 4 luglio. Infatti, a Roma, c’è una parata militare lungo via dei Fori Imperiali (dove si trovano gli antichi Fori romani). Questa sfilata delle forze armate è in onore della Repubblica. La parata militare si tiene davanti alle più alte cariche dello Stato (Presidente della Repubblica, Presidente del Senato, Presidente della Camera dei Deputati, Presidente del Consiglio).

Il momento più spettacolare sicuramente però avviene a metà cerimonia, esattamente dopo l’esecuzione dell’Inno nazionale: infatti, a conclusione dell’inno, svettano sopra l’Altare della Patria le Frecce Tricolori. Si tratta della Pattuglia Nazionale Acrobatica, ossia di un gruppo di dieci aerei (e dei loro piloti) che compiono delle acrobazie aeree e che, alla fine dell’esibizione, disegnano nel cielo un tricolore lungo 5 kilometri. Una nota sul nome delle Frecce Tricolori. Il loro nome deriva dall’arco e la freccia 🏹 . È un riferimento alla loro velocità. Essere una freccia in italiano significa proprio essere veloci. Tricolori invece perché rappresentano il tricolore italiano, ossia la bandiera italiana di tre colori, verde, bianco e rosso.

Le Frecce tricolori svettano sopra l’Altare della Patria.

Devo dire che, vedere le Frecce Tricolori emoziona molto anche me, che non sono una fan di eserciti, soldati e polizia. Ho avuto la fortuna di assistere a un’esibizione delle Frecce a Palermo, la mia città, nel luglio 2018. L’esibizione è stata molto particolare, perché si è svolta al Foro italico, il lungomare della città di Palermo, e tantissima gente (inclusi tanti bambini e bambine) si sono radunati lì per vedere gli aerei. Persino nei giorni precedenti, da casa mia – che è molto lontana dal mare – era possibile vedere gli aerei volare sulla città mentre si esercitavano in vista dell’esibizione.

Per fortuna, ho trovato su YouTube il video dell’intera esibizione, che vi lascio qui sul blog. Alla fine del video, è possibile vedere il tricolore sul mare di Palermo, e sentire la voce del maestro Luciano Pavarotti che canta Nessun dorma, tratta dalla Turandot di Giacomo Puccini.

Le Frecce Tricolori sopra Palermo nel luglio 2018

Veniamo adesso alla vita vera…

Non c’è bisogno di dire che amo il mio paese, la sua cultura e la sua storia. Altrimenti, non farei questo mestiere. Ma credo anche che in giornate come queste sia mio dovere di insegnante di italiano spingere i miei studenti e le mie studentesse a riflettere non solo su ciò che rende bella l’Italia, ma anche su ciò che la rende brutta. So infatti che tutti voi avete una passione sconfinata per il mio paese. Proprio per questo per me è importante ricordarvi che l’Italia non è solo un bel paesaggio in cartolina, ma un paese vero, con le sue contraddizioni e i suoi difetti. E che tutti noi, insegnanti e studenti dobbiamo conoscere queste contraddizioni e difetti per migliorare questo angolo di mondo che tanto amiamo!

Vi dirò quindi tre problemi che secondo me affliggono l’Italia e tutte le persone che abitano in Italia. Ovviamente però, attenzione, il mio è un punto di vista parziale, che deriva soprattutto dalle mie esperienze di vita.

Problema #1: Il precariato

Il mondo del lavoro in Italia purtroppo, soprattutto per i più giovani come me, è sempre più precario. Cosa significa? Significa che molta gente lavora spesso in condizioni di profonda incertezza: contratti a breve termine, con stipendi molto bassi, e con poche garanzie di rispetto dei diritti dei lavoratori.

Il precariato ovviamente genera tantissimi problemi: è difficile fare progetti a lungo termine (affittare un appartamento, comprare casa); è difficile vivere una vita quotidiana piena e soddisfacente perché spesso si preferisce risparmiare piuttosto che godere del tempo libero facendo una vacanza o andando semplicemente a mangiare una pizza con gli amici; crea ansia e incertezza per il futuro a livello individuale; crea profonda rabbia a livello sociale. Di fatto, la precarietà passa dalla vita lavorativa alla vita vera.

Secondo me, creare lavoro stabile permetterebbe alla Repubblica di rispettare l’articolo 1 della Costituzione italiana, che dice: “L’Italia è una repubblica democratica, fondata sul lavoro“.

Problema #2: La memoria corta degli italiani

A noi italiani piace spesso dire che siamo brava gente. Siamo un popolo caloroso, sorridente e accogliente con tutti. Ma è davvero così? L’Italia si comporta in maniera estremamente crudele con le persone che migrano dai paesi più poveri, negando spesso a queste persone la possibilità di costruire qui (dove nonostante tutto, stiamo bene!) una nuova vita. Burocrazia, documenti, mancanza di diritti e lavoro. Per molti stranieri, vivere in Italia è semplicemente un incubo. E questo non vale solo per chi è arrivato in Italia pochi anni fa, ma anche per le persone di origine straniera nate e cresciute in Italia, per cui è difficilissimo e costoso ottenere la cittadinanza.

Gli italiani forse sono accoglienti, è vero, ma solo con alcuni stranieri: quelli che vengono da paesi notoriamente ricchi. È una questione di razzismo? È una questione di classismo? Forse entrambe le cose.

Ma secondo me questo deriva proprio dal fatto che gli italiani dimenticano spesso la propria Storia: il fatto di essere emigrati anche loro tanti anni fa in tanti paesi del mondo, il fatto di aver contribuito, con il colonialismo, a rendere poveri molti paesi del mondo.

Gli stranieri, inoltre, non sono le uniche persone a subire discriminazioni in Italia. L’Italia è ancora un paese profondamente maschilista, dove le donne vengono discriminate in famiglia, sul posto di lavoro e per strada. E che dire della comunità LGBT+? Ancora oggi non esiste in Italia una norma contro l’omolesbobitransfobia, e gli italiani non sembrano molto interessati al riguardo. Vi lascio qui un approfondimento di IPSOS.

Risolvere questi problemi e creare condizioni di uguaglianza per tutti, secondo me, potrebbe permettere alla Repubblica di rispettare gli articoli 2 e 3 della Costituzione, che dicono: “La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale“, e “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali“.

Problema #3: Non esiste ancora una sola Italia

L’Italia è un paese diversissimo. Ogni regione ha le sue peculiarità, i suoi dialetti, le sue usanze e tradizioni. Ma quando nascere in una data regione d’Italia determina le tue condizioni di vita, Huston, abbiamo un problema.

In Italia infatti la cosiddetta “Questione meridionale” (ossia il forte ritardo del Sud rispetto al Nord Italia in termini di sviluppo), probabilmente non è stata ancora risolta. Ogni anno vengono pubblicati studi che dimostrano che le persone nate al Sud sono meno sane, meno ricche, meno istruite delle persone che nascono al Nord.

Questo non è causato dal fatto che al Sud non ci piace studiare, lavorare, o mangiar sano, ma semplicemente dal fatto che soffriamo di gravi problemi strutturali su tutto il territorio.

Le persone del Sud sono meno rappresentate di quelle del Nord, persino nei media. E se lo siamo, lo siamo in maniera stereotipata (parliamo male in italiano, siamo religiosi, tradizionalisti, ecc.).

Non c’è un articolo della Costituzione italiana a cui io possa fare riferimento nel parlare della necessità di tutelare il Sud Italia tanto quanto il Nord. Ma è un mio profondo desiderio che i problemi affrontati dal Sud Italia siano problemi noti anche a chi nel Sud Italia non ci è nato e non ci abita. Siamo un unico paese, e se qualcuno ha un problema, dobbiamo essere solidali e lottare insieme, e non restare indifferenti.

Se avete un livello di italiano molto alto e desiderate approfondire la Questione meridionale oggi, vi consiglio di leggere questo articolo. Vi avverto però che è una lettura antiborghese e anticapitalista.

Quali sono secondo voi i problemi più grandi che esistono in Italia? Sono problemi simili a quelli dei vostri paesi? Fatemelo sapere nei commenti qui sotto, mettete mi piace, e condividetelo sui vostri social 👇

Infine, vi ricordo che potete contattarmi per prenotare le vostre lezioni di italiano e iniziare a studiare l’italiano online con me!

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