Lessico dell’università: la carriera universitaria di Riccardo

Nell’articolo di oggi impariamo il lessico dell’università attraverso la storia di uno studente universitario!

Nell’articolo di oggi vi insegnerò tante espressioni utilissime che usiamo all’università. Se volete frequentare l’università in Italia, queste espressioni sono importantissime perché le usiamo tutto il tempo. Per insegnarvi queste parole, vi racconterò la carriera universitaria di un ragazzo di nome Riccardo. Mentre leggete, provate a immaginare la sua storia. Vi aiuterà a memorizzare il nuovo lessico.

Le prime due espressioni che vi insegno sono iscriversi all’università/immatricolarsi. Queste due espressioni significano la stessa cosa. Quando decidiamo di andare all’università, infatti, dobbiamo iscriverci o immatricolarci. Riccardo si è iscritto a veterinaria. Posso anche dire che si è immatricolato a veterinaria. Ha compilato dei documenti e ha ricevuto un numero di matricola, un codice speciale che permette all’università di identificarlo. Riccardo è quindi uno studente del primo anno, e colloquialmente uno studente del primo anno è una matricola.

In Italia, la maggior parte delle lezioni universitarie sono a frequenza facoltativa: significa che gli studenti possono decidere liberamente di non frequentare le lezioni, di non andare. Alcuni corsi però, sono a frequenza obbligatoria: significa che, per sostenere l’esame finale del corso, gli studenti devono andare a lezione.

All’inizio Riccardo è uno studente diligente. Studia tantissimo: si è gettato a capofitto sui libri. Gettarsi a capofitto sui libri significa studiare molto: Riccardo frequenta tutte le lezioni e la sera si getta a capofitto sui libri. Tuttavia, quando il primo esame si avvicina, Riccardo inizia ad agitarsi, a diventare nervoso.

In Italia, la maggior parte degli esami sono orali: gli studenti che vogliono sostenere l’esame di un corso devono comunicarlo all’università, e il giorno dell’esame sostengono un colloquio orale. Sostenere un colloquio orale significa che il professore fa delle domande allo studente per verificare se ha studiato bene la materia del corso. A volte, soprattutto nei corsi di studio scientifici, ci sono anche degli esami scritti.

Come dicevamo però, Riccardo è agitato per l’esame, e non riesce a concentrarsi sullo studio. Inizia ad andare alle feste, e a divertirsi. Ma la data dell’esame si avvicina, e così, la sera prima dell’esame, Riccardo passa la notte in bianco per studiare. Passare la notte in bianco per studiare significa che Riccardo non dorme: resta sveglio tutta la notte per studiare.

Per fortuna, Riccardo il giorno dopo sostiene l’esame e lo supera. L’esame infatti può finire con due possibili risultati: la promozione o la bocciatura.

Essere bocciati o non passare/superare l’esame significa che l’esame è andato male. Lo studente deve necessariamente ripetere l’esame, cioè sostenerlo in un altro momento. In Italia non è possibile finire l’università se non hai superato tutti gli esami.

Essere promossi o passare/superare l’esame significa che l’esame è andato bene. Il professore assegna a Riccardo un voto. Assegnare un voto significa dare un punteggio, che in Italia va da 18 (il minimo) a 30 (il massimo). Se l’esame va benissimo, il professore può anche assegnare il voto 30 e lode. La lode indica che lo studente è stato particolarmente brillante.

In realtà c’è anche una terza possibilità: Riccardo infatti ha ricevuto un voto basso, 21. Non è molto contento. Ha la possibilità di rifiutare il voto, e cioè di comunicare al professore che preferisce sostenere di nuovo l’esame in un altro momento, quando sarà più preparato. Tuttavia Riccardo preferisce accettare il voto: 21 non è eccellente, ma va bene così. Riccardo accetta l’esame, e così il professore scrive il voto sul libretto universitario di Riccardo (un piccolo taccuino che contiene il nome e il cognome di Riccardo, il suo numero di matricola, gli esami sostenuti e tutti i voti). Inoltre, il professore, carica l’esame di Riccardo sul portale dell’università. Significa che il professore scrive sul sito internet dell’università che Riccardo ha sostenuto e passato il suo esame.

Riccardo ha quindi accettato il voto. È un po’ scoraggiato però: avrebbe preferito un voto più alto. E così inizia a saltare le lezioni e saltare gli appelli. Che significa? Significa che Riccardo non va più a lezione e non dà gli esami. L’appello d’esami è il momento del semestre in cui è possibile sostenere l’esame. Se durante questo periodo non sostieni neanche un esame, stai saltando un appello.

Le università italiane lasciano che gli studenti siano molto indipendenti: la frequenza non è obbligatoria, è possibile rifiutare i voti per cercare di migliorare ed è anche possibile sostenere un esame quando si vuole. Questo è un vantaggio perché rende gli studenti molto responsabili. Ma è anche uno svantaggio, perché lascia gli studenti senza una vera guida.

Come abbiamo detto, Riccardo inizia a saltare le lezioni e gli appelli. Non ha idea di cosa succeda a lezione. E così, resta indietro sul programma. Gli studenti universitari infatti, per ogni materia devono studiare un programma fatto di libri, articoli e studi. Riccardo ha davvero troppe cose da studiare.
Ma resta anche indietro sul corso di studi: rischia di finire fuori corso, e cioè di non laurearsi in tempo. Se succederà, potrà laurearsi un momento successivo, ma dovrà pagare delle tasse universitarie più alte. Riccardo è nei guai: ha davvero troppe materie da dare.

Ma per fortuna Riccardo capisce che studiare è importante e ricomincia a studiare. Frequenta un gruppo di studio con i suoi colleghi universitari: studia con i suoi compagni di corso. La settimana prima dell’esame Riccardo e i suoi amici fanno un ripasso di tutto il programma del prossimo esame. Fare un ripasso/ripassare significa rivedere tutto il programma.

Riccardo ha ingranato la marcia! Ingranare la marcia significa che finalmente si è adattato ai ritmi dell’università.

Riccardo supera tutti gli esami e finalmente può cominciare a scrivere la tesi. La tesi è uno studio finale che tutti gli studenti devono scrivere alla fine del loro percorso universitario. Per farlo, gli studenti devono scegliere un relatore/una relatrice (cioè il professore o la professoressa che li aiuta a scrivere la tesi), un co-relatore/una co-relatrice (che aiuta il relatore/la relatrice) e l’argomento della tesi.

Riccardo ha scelto di scrivere una tesi di anatomia veterinaria. E così passa molto tempo a studiare la bibliografia della sua tesi. La bibliografia è l’insieme di tutti gli articoli e i libri che aiutano lo studente a scrivere la tesi. Gli studenti devono sempre includere la bibliografia nella loro tesi e, quando citano uno studio, devono sempre dichiararlo, usando delle virgolette (queste qui «…»), altrimenti possono essere accusati di plagio. Plagiare uno studio significa copiarlo senza dichiararlo. Non è possibile plagiare uno studio: il rischio è che il relatore o la relatrice non approvino la tesi.

Ma Riccardo lavora bene e velocemente, e così il suo relatore approva la tesi. Approvare la tesi significa che il relatore dice che la tesi è scritta bene, e che quindi Riccardo può sostenere l’esame di laurea.

Il giorno della laurea, Riccardo indossa il suo vestito migliore e tutta la sua famiglia e i suoi amici si riuniscono all’università per vederlo discutere la tesi. Anche in questo caso, la discussione della tesi è orale: la commissione di laurea (cioè il gruppo di professori con cui Riccardo dovrà sostenere l’esame) gli fa molte domande e nota che Riccardo ha lavorato bene.

Dopo che Riccardo ha sostenuto l’esame, la commissione si riunisce in un’altra stanza per decidere il voto di laurea di Riccardo. Quando la commissione rientra Riccardo è molto emozionato.

Il presidente della commissione prende la parola e dice: “Signor Riccardo Rossi, la commissione, considerato il curriculum degli studi da Lei compiuto e valutata la tesi di laurea, attribuisce alla prova finale la votazione di 110 e lode su 110. Per l’autorità conferitami dal Magnifico Rettore la proclamo Dottore in Veterinaria“.

Riccardo si è laureato con il massimo dei voti! È contentissimo! E anche la sua famiglia e i suoi amici, che subito fanno un grandissimo applauso.

Ma chi è questo Magnifico Rettore? È semplicemente la persona che sta a capo dell’università. In Italia, il titolo onorifico del rettore è “magnifico“.

E questo “dottore”? Attenzione, questo qui è proprio Riccardo! Ma non è “dottore” perché diventerà il dottore degli animali, ma semplicemente perché si è laureato. Gli studenti italiani vengono sempre proclamati dottori: dottore in giurisprudenza, dottoressa in fisica, dottoressa in biologia molecolare, ecc.

Finalmente Riccardo è laureato! Riccardo esce nel giardino dell’università ed è circondato da amici e parenti festanti. La mamma e il papà hanno preparato per lui una corona di alloro decorata con un nastro rosso. È un cappello fatto di foglie della pianta di alloro, come quella degli antichi Greci e Romani o dei grandi poeti. La parola “laurea” infatti deriva dal latino “laurum“, il nome della pianta di alloro con le cui foglie gli antichi Romani coprivano il capo delle persone onorevoli (imperatori, poeti, ecc.). In latino la corona di alloro si chiamava “laurea” e il “laureato” è la persona che porta la corona di alloro.
Anche il nastro rosso ha un’origine antica: infatti il rosso era il colore che indossavano le alte cariche dell’antica Roma (politici, giudici, ecc.).

Riccardo apre una bottiglia di spumante, tutti lo abbracciano e si congratulano con lui. Ma nel frattempo i suoi amici esplodono in un coro goliardico che ricorda a Riccardo che, anche se si è laureato, anche se adesso è un “dottore”, deve restare sempre se stesso.

Un coro goliardico è un coro volgare e scherzoso. Vi metto qui un video di che mostra questa tradizione che secondo me è molto simpatica. Trovate il testo in didascalia!

“Dottore, dottore, dottore del buco del cul, vaffancul, vaffancul!”

Abbiamo quindi visto insieme la carriera universitaria di Riccardo e imparato tanto nuovo lessico. Queste espressioni sono utili anche se non andate all’università. Infatti sentirete queste espressioni anche in TV o al cinema. Gettatevi a capofitto in queste espressioni nello studio di queste espressioni e se volete, raccontatemi la vostra esperienza universitaria nei commenti!

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Infine, vi ricordo che potete contattarmi per prenotare le vostre lezioni di italiano e iniziare a studiare l’italiano online con me!

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