L’organizzazione amministrativa dell’Italia

In questo articolo scopriamo come è divisa l’Italia dal punto di vista amministrativo. Scopriremo tanto nuovo lessico e soprattutto qualcosa in più sul Bel Paese!

L’Italia è uno stato decentrato. Significa che, al di là dello Stato centrale, esistono anche numerosi enti e organizzazioni locali che hanno potere politico e amministrativo sul territorio di cui occupano. La presenza degli enti locali è una soluzione per risolvere i problemi specifici di un determinato territorio. Infatti, gli enti locali conoscono più da vicino i problemi specifici della popolazione, e così possono soddisfare più facilmente le esigenze dei cittadini.

Le regioni

L’Italia è suddivisa in 20 regioni. La più grande è la Lombardia, la più piccola è la Val d’Aosta. La città più importante di una regione si chiama «capoluogo di regione». Ad esempio, il capoluogo della Lombardia è Milano, mentre il capoluogo della Val d’Aosta è Aosta.

Ecco un elenco delle regioni italiane con i loro capoluoghi:

  1. Valle d’Aosta – Aosta
  2. Piemonte – Torino
  3. Lombardia -Milano
  4. Trentino-Alto Adige – Trento
  5. Veneto – Venezia
  6. Friuli-Venezia Giulia – Trieste
  7. Liguria – Genova
  8. Emilia-Romagna – Bologna
  9. Toscana – Firenze
  10. Umbria – Perugia
  11. Le Marche – Ancona
  12. Lazio – Roma
  13. Abruzzo – L’Aquila
  14. Molise – Campobasso
  15. Campania – Napoli
  16. Puglia – Bari
  17. Basilicata – Potenza
  18. Calabria – Catanzaro
  19. Sicilia – Palermo
  20. Sardegna – Cagliari

A capo di ogni regione c’è un presidente. Si dice quindi: il Presidente della Regione Puglia, il Presidente della Regione Campania, ecc. C’è però anche un altro titolo comune, soprattutto nel linguaggio giornalistico, e cioè quello di governatore o governatrice. Infatti il Presidente della Regione governa la regione.

Le regioni hanno diversi compiti. Si occupano in particolare di istruzione (le scuole), sanità (ospedali), ambiente e tutela del territorio (la protezione degli ambienti naturali), di turismo e di artigianato, e cioè l’industria a livello domestico e tradizionale.

Le Regioni a Statuto speciale

Tra le 20 regioni italiane, cinque sono Regioni a Statuto speciale. Queste sono:

  • Valle d’Aosta/Vallée d’Aoste;
  • Trentino-Alto Adige/Südtirol;
  • Friuli Venezia-Giulia;
  • Sicilia;
  • Sardegna.

In generale, possiamo dire che la Costituzione italiana tiene conto di particolari ragioni storiche e geografiche e dunque garantisce a queste regioni maggiore autonomia rispetto alle altre regioni.

Ad esempio, due di queste regioni sono bilingui: in Valle D’Aosta e in Trentino Alto-Adige si parla non solo l’italiano, ma anche, rispettivamente, il francese e il tedesco. Inoltre, sono regioni di confine, con la Francia e con l’Austria.
La Sicilia e la Sardegna sono due isole e sono sempre state regioni con movimenti indipendentisti molto forti.
Infine, il Friuli Venezia-Giulia è una regione di confine (confina con la Slovenia) per tanto tempo ha avuto problemi legati al controllo di Trieste e di altre città.

Le province

Le regioni, a loro volta, sono divise in province, ossia enti amministrativi più piccoli. La città più importante di una provincia si chiama «capoluogo di provincia». Il capoluogo di provincia dà il nome alla provincia stessa. In Lazio, ad esempio, ci sono 5 province, che prendono il nome della città capoluogo: la provincia di Frosinone, di Rieti, di Viterbo, di Latina e di Roma Capitale.

A capo di ogni provincia, c’è un presidente. Si dice quindi: il Presidente della Provincia di Aosta, il Presidente della Provincia di Frosinone, ecc.

Le province sono degli enti locali intermedi tra le regioni e le città. Esistono solo due province autonome: le province autonome di Trento e Bolzano che hanno gli stessi poteri di una regione.

I Comuni

All’interno delle province ci sono i Comuni, e cioè le città, grandi o piccole. In questo ultimo caso, si chiamano paesi! Sì, in italiano la parola “paese” ha due significati: nazione o piccola città. In Italia ci sono circa 8000 comuni.

A capo di ogni comune, non c’è un presidente, ma un sindaco! Si dice quindi: la Sindaca di Roma, il Sindaco di Milano, il Sindaco di Napoli.
I sindaci sono molto importanti, perché hanno un contatto diretto con i cittadini e le loro decisioni hanno un effetto immediato sulle loro vite. Di cosa si occupano infatti i comuni? Della manutenzione delle strade, della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti, dei trasporti urbani, della gestione dei luoghi di cultura, come musei, teatri e biblioteche.

Un po’ di lessico giornalistico!

Un ENTE AMMINISTRATIVO è un’istituzione o un organismo pubblico che fa parte della pubblica amministrazione. Si parla anche di ENTE TERRITORIALE.
Dal punto di vista politico/organizzativo infatti quando si parla di TERRITORIO ci si riferisce alle realtà locali (piccole e grandi città, ognuna con le proprie caratteristiche).
Spesso, per criticare un partito politico, si dice che «ha perso il contatto con il territorio». Significa che il partito si concentra troppo sulla politica nazionale e non più su quella locale, dimenticando di soddisfare i bisogni dei cittadini.

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